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Archeologia

Blitz dei carabinieri in Svizzera
Recuperato un vaso del VII secolo

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archeologia, gela, vaso, Zapping
Proverrebbe da Gela il prezioso vaso greco del VII secolo avanti Cristo,  recuperato nei giorni scorsi dai carabinieri in Svizzera, nell'ambito dell'operazione Andromeda, insieme con numerosi altri reperti archeologici trafugati anni addietro in varie regioni italiane. Lo afferma il presidente del locale Archeoclub, Nuccio Mulé, in una lettera inviata al sindaco, Fasulo, al direttore del museo della città, Gueli, al presidente della provincia di Caltanissetta, Federico, e al soprintendente provinciale ai beni culturali, Panini, perché l'oggetto venga presto restituito alla comunità gelese.
Una comparazione tra l'oggetto ritrovato e una antica foto di quello scomparso a Gela, effettuata dai carabinieri e dall'archeologa Rosanna Frigeri della soprintendenza di Roma, avrebbe confermato i sospetti di Mulé. "Si tratta - scrive Mulé - di un rarissimo ed importantissimo cratere laconico arcaico a volute del VII sec. a.C. attribuito al "Pittore della Caccia"; le dimensioni sono riferibili ad un'altezza di 47 cm e ad un diametro del corpo di 41 cm. "La decorazione e la figurazione che si trovano sul corpo e sul collo del cratere sono complesse - aggiunge il presidente dell'Archeoclub di Gela -  ma comunque si riferiscono a figure di sfingi, uccelli e animali predatori con le loro vittime, a parte una danza di comasti (danzatori) sul collo del lato B. "Sulle due volute dei manici sono raffigurate delle teste di gorgone".


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