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Intascava mazzette per "chiudere un occhio"

Tremila euro per risolvere la questione
In manette un funzionario delle Entrate

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agenzia entrate, corruzione, mario artisi, tangenti, Cronaca
Sono state le sue frequenti sortite in un'autofficina di Villabate a tradire Mario Artisi, assistente tributario dell'Agenzia delle Entrate, arrestato stamani per concussione. L'uomo, un 55enne residente a Carini, aveva infatti svolto una verifica fiscale in quell'officina il 27 aprile scorso, senza rilevare però nessuna irregolarità. In realtà Artisi aveva imposto al titolare il pagamento di una mazzetta da 3000 euro per far sì che da quell'accertamento fiscale non venisse fuori alcun illecito.

Il pagamento sarebbe dovuto avvenire in due tranche da 1500 euro: una corrisposta lo scorso 17 luglio, l'altra alcuni giorni dopo. E così è stato. Artisi si è effettivamente recato dal meccanico, ricevendo direttamente dalle sue mani i soldi. Una volta intascata la mazzetta, però, il dipendente dell'Agenzia delle Entrate è stato immediatamente bloccato dai carabinieri, che hanno recuperato la busta con il denaro.

Interrogato dai militari, il titolare dell'autofficina ha raccontato di aver pagato il funzionario per il timore di subire delle potenziali sanzioni dovute all'irregolarità con cui tempo fa aveva assunto un dipendente. Ma non solo. Il meccanico, infatti, avrebbe persino consegnato ad Artisi un assegno di tremila euro, a garanzia del successivo pagamento in contanti.

Portato al carcere Ucciardone, dove il Gip ha confermato il reato di concussione e convalidato l'arresto, Artisi è stato quindi trasferito agli arresti domiciliari.

Il funzionario arrestato è Mario Artisi, 55 anni. A insospettire i militari e i responsabili dell'Agenzia le sue assidue frequentazione con la vittima, titolare di un'officina meccanica nella zona industriale di Villabate. Dalle indagini è emerso che l'impresa era stata oggetto di verifica, il 27 aprile scorso, proprio da parte di Artisi che non aveva rilevato infrazioni. La Procura ha disposto un'attività d'intercettazione scoprendo che Artisi aveva chiesto alla vittima il denaro.

L'accordo stretto tra i due prevedeva il versamento di una prima tranche sabato scorso. La consegna dei soldi è stata registrata dai carabinieri. A questo punto anche il titolare della ditta, portato in caserma, ha deciso di collaborare. L'artigiano ha raccontato ai militari che il funzionario dell'Agenzia, nel corso del controllo del 27 aprile, aveva richiesto i 3.000 euro per evitare di sanzionarlo per la mancata assunzione di un dipendente e per evitare ulteriori controlli che avrebbero potuto avere conseguenze più gravi. Il meccanico, ritenendo di non avere altra scelta, gli aveva addirittura consegnato un assegno a garanzia dell'impegno assunto di consegnargli i contanti.


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