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Le audizioni dell'Antimafia

Cosa nostra in grado
di controllare 300 mila voti

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audizioni, commissione antimafia, cosa nostra, ingroia, messineo, organigramma, Cronaca
Novantaquattro famiglie, 29 mandamenti e una capacità di controllare e condizionare fino a 300 mila voti: è l'organigramma di Cosa nostra palermitana, trapanese e agrigentina disegnato alla commissione nazionale Antimafia dal procuratore di Palermo, Francesco Messineo, e dagli aggiunti Antonio Ingroia e Ignazio De Francisci che hanno riferito l'assetto della mafia ai commissari. I magistrati hanno descritto una Cosa nostra in crisi dopo gli arresti di latitanti e "soldati", ma in grado di rigenerarsi e tornare pericolosa. Secretate, invece, le audizioni che hanno riguardato la trattativa tra Stato e mafia, le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza e la vicenda relativa alla mancata concessione del programma di protezione al collaboratore di giustizia.

"Abbiamo descritto ai commissari lo stato dell'arte della mafia, sostenendo che Cosa nostra è in una fase di sommersione, che ha abbandonato lo scontro diretto con lo Stato, ma continua con le estorsioni e si dedica, soprattutto ad accumulare ricchezze e reinvestirle". Così il procuratore di Palermo, Francesco Messineo, ha riassunto le oltre sette ore di botta e risposta con l'organo parlamentare.

"Abbiamo anche detto che nella lotta alla mafia abbiamo raggiunto traguardi importanti - ha aggiunto Messineo - come la cattura dei latitanti e che Cosa Nostra al momento non è stata capace di ricostituire una struttura di comando. Resta, però, la vocazione alla violenza delle cosche, la pressione sui commercianti e il condizionamento degli appalti". "Inoltre - ha concluso - la mafia continua ad avere una grossa disponibilità di armi".


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