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L'intervento

La vera memoria ha un prezzo
Se non volete pagarlo, andate a mare


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borsellino, falcone, giovane italia, Cronaca
di MAURO LA MANTIA* Ogni 23 maggio e 19 luglio assistiamo a Palermo al “rituale” delle commemorazioni. Intendiamoci, noi sottoscriviamo con convinzione il concetto che “la memoria è il miglior antidoto all’indifferenza”. Ma a diciotto anni di distanza constatiamo come in tanti utilizzino e strumentalizzino queste date, scolpite nella memoria di un intero popolo. È facile, soprattutto per chi fa politica, partecipare a queste commemorazioni. Ancora più semplice è usare il sacrificio di Falcone e Borsellino per strappare applausi ai convegni e per scrivere articoli che soddisfano tutti. Abusate anche le più note frasi pronunciate dai magistrati uccisi dalla mafia. C’è persino qualcuno che usa la legalità e la questione morale solo in certe situazioni, quando serve agitare una bandierina correntizia per colpire l’avversario interno o esterno.
È assolutamente lecito, oltre che giusto, iscriversi a questi “club della memoria”. Le iscrizioni sono sempre aperte a tutti, persino a coloro che si sono pentiti degli attacchi volgari contro quei magistrati finiti poi in brandelli. Ma attenzione, la memoria ha un prezzo. Un prezzo molto alto. Chi ricorda e utilizza la loro storia, la loro morte tragica e le loro celebri frasi poi ha l’obbligo di seguire coerentemente il loro insegnamento che va declinato ogni giorno. L’esercizio della memoria costa anche prese di posizione scomode, che rompono i diktat del politicamente corretto. Non devono quindi stupire le posizioni politiche di questi anni di Azione Giovani, oggi Giovane Italia, su Salvatore Cuffaro, quando, unici nel centrodestra, chiedemmo le dimissioni del Presidente della Regione dopo la condanna per avere favorito un mafioso. Nessuno può rimanere scandalizzato quando abbiamo recentemente preso le distanze dal senatore Marcello Dell’Utri il quale dopo una gravissima condanna in appello per concorso esterno in associazione mafiosa ha inneggiato, dopo averlo già fatto in passato, alla presunta eroicità del boss mafioso Vittorio Mangano. Perché chiedere pulizia dentro i partiti, senza delegare alla Cassazione il potere di compilare le liste elettorali, è la base elementare degli insegnamenti di Borsellino.

Il nostro silenzio su queste vicende avrebbe vanificato 15 anni di fiaccolate in memoria di Borsellino. Il nostro silenzio ci avrebbe equiparato ai numerosi avvoltoi ed ai “turisti della memoria” che tanto detestiamo. Ma soprattutto il nostro silenzio avrebbe tradito quel patto sancito nel 1990 a Siracusa tra i militanti del Fronte della Gioventù e Paolo Borsellino, intervenuto alla festa nazionale del movimento giovanile missino. Quel patto si tramanda di generazione in generazione, la Fiaccolata ne rappresenta la più autentica testimonianza. Non chiedeteci di rompere quel patto. Noi da tempo abbiamo scelto da che parte stare. E se non condividete questi concetti, forse troppo eretici, fate un favore a Giovanni e Paolo: negli anniversari delle stragi andate a mare con le vostre famiglie.
*Presidente regionale della Giovane Italia


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