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Il vicepresidente dell'Antimafia

Granata: "Mangano non è un eroe"


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Fabio Granata



“La condanna di Marcello Dell'Utri  farà certamente discutere e determinerà polemiche infinite tra le forze politiche e all'interno delle stesse. A caldo ci preme dire che, nel rispetto pieno della presunzione d'innocenza fino alla Cassazione non ci sono piaciute le dichiarazioni del senatore Dell'Utri su Mangano. Quest'ultimo infatti non è certamente un eroe ma un mafioso conclamato. A Palermo in quegli anni ben altri sono stati gli eroi, ad iniziare da Paolo Borsellino e da chi ha dato la vita per una Italia libera dalle Mafie”.
Lo ha detto l’onorevole Fabio Granata, vicepresidente della Commissione Nazionale Antimafia, il quale ha aggiunto: “La sentenza ha un dispositivo molto complesso e attendiamo di leggere le motivazioni. Certamente quello che ha giudicato Dell'Utri non era un collegio di toghe rosse ma era composto da magistrati moderati e ritenuti garantisti”.
“Nel prendere atto della condanna- ha continuato Granata-  ribadiamo fiducia nella magistratura e confidiamo che le inchieste portate avanti dalle Procure di Palermo,Caltanissetta e Firenze riescano ad accertare la verità su esecutori e mandanti delle stragi che hanno insanguinato l'Italia”.
“E' scontato ribadire che chiunque viene condannato per mafia non può continuare a svolgere ruolo politico e crediamo che su queste vicende,come su altre altrettanto gravi,il più grande partito italiano debba avviare una riflessione seria che senza demonizzazioni ponga il tema del contrasto alle mafie e della selezione dei gruppi dirigenti in maniera definitivamente seria, iniziando dall'approvazione del ddl anticorruzione, con la incandidabilita'assoluta per chi è condannato in via definitiva,con la salvaguardia di strumenti indispensabili per il contrasto alle mafie ad iniziare dalle intercettazioni telefoniche e ambientali,con un linguaggio e una politica di sostegno alle procure più esposte ma anche con l'approvazione di un codice etico che nel Pdl eviti la persistenza in ruoli politici o la ricandidabilità per chi è condannato o rinviato a giudizio per reati di mafia”.
“Sono elementi indispensabili per costruire una nuova politica e una nuova Italia”.


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