Live Sicilia

Intervista a Cardinale

"La proposta dell'Udc?
Non è una cosa seria"


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governo, pd, raffaele lombardo, salvatore cardinale, Politica

Slvatore Cardinale



L'era del Lombardo-ter ha sicuramente lanciato non pochi spunti di riflessione nel Pd siciliano. Da mesi, infatti, le spaccature tra i democratici dell'Isola sono sempre più marcate. E se gli obiettivi raggiunti con la finanziaria regionale avevano fatto tirare un sospiro di sollievo a quella fetta di partito soddisfatta del risultato ottenuto, dal momento dell'approvazione della manovra economica regionale si è riaperto il dibattito, questa volta attorno all'ipotesi di un nuovo esecutivo alla guida della Regione. La novità, durante gli scorsi giorni, è arrivata da “Innovazione”, la corrente del Pd legata all'ex-Margherita, capitanata da Salvatore Cardinale. Dopo l'incontro tra Francantonio Genovese e il governatore Lombardo (nel corso del quale l'ex segretario del Pd si sarebbe detto contrario all'ingresso del Pd in giunta), anche Nino Papania ha dichiarato che il rimpasto dell'esecutivo regionale non è una priorità. Al contrario, secondo Papania sarebbe necessario, in questa fase, concentrarsi sui temi di precariato e formazione professionale. LiveSicilia ha chiesto a Salvatore Cardinale, ritenuto il "gran tessitore" di un possibile nuovo governo "dei competenti" che aria tiri in casa Pd.

Onorevole Cardinale, cosa ne pensa delle dichiarazioni del suo collega Nino Papania?
“Premetto che mi trovo a Roma e apprendo soltanto adesso la notizia. In ogni caso voglio assicurare che non c'è alcuna tensione all'interno di “Innovazione”. La nostra, più che una corrente, è un'associazione interna al partito in cui ci si confronta su tematiche oggetto di impegno parlamentare, su questioni che riguardano la Sicilia”.

Tornando alla chiusura di Genovese e alle dichiarazioni di Papania, cosa ne pensa?
“Quelle di Papania sono dichiarazioni condivisibili, si tratta di un punto di vista rispettabilissimo. Sul governo possiamo dire ben poco perché ne siamo fuori. Se la Sicilia si trovasse in una condizione di ordinarietà, sarebbe diverso, ma in questo caso l'impegno, come lo intendiamo io, Francantonio Genovese e Nino Papania, è di affrontare questioni che guardino al percorso riformista. Il fatto che Genovese e Papania abbiano assunto questa posizione e che quest'ultimo abbia detto che l'emergenza non è la formazione di un nuovo governo è assolutamente legittimo. Per dirla ancora più chiaramente, se noi fossimo al governo, allora la nostra priorità sarebbe quella. Siccome non lo siamo, le priorità sono altre”.

Nell'incontro con Lombardo, Genovese ha ribadito il no all'ingresso in giunta. Cosa ci dice dei suoi incontri col governatore?
“Io gli incontri con Lombardo ce li ho da sempre, forse oggi assumono una risonanza diversa per il ruolo che Raffaele Lombardo ha in questo momento. Con Lombardo parlo di questioni che riguardano il programma, o la possibilità di abolizione delle Province, che sono enti di cui il nostro statuto non parla. Al contrario, lo statuto regionale fa invece riferimento a consorzi di Comuni. Personalmente, mi adopero perché il consenso prevalga. Lo faccio quando parlo con Micciché, con Lombardo o con amici più stretti”.

L'apertura all'Udc ha contribuito a raffreddare i rapporti tra il Pd e Lombardo?
“Francamente riconosco che all'interno del Pd esistano opinioni di forte contrasto sul tema del riavvicinamento dell'Udc a Lombardo. Io non avrei avuto problemi a dire che, se da parte dell'Udc ci fosse stata una proposta seria, forse sarei stato disposto dialogare. Ma non è così, la proposta dell'Udc mi pare soltanto una grande provocazione, per cui non è neanche possibile l'elaborazione politica”.

A proposito di Udc, cosa ne pensa del costituendo Partito della Nazione?
“Fino a quando questa proposta rimane nominale, mi pare solo un desiderio di cambiare nome. Se il rispettabilissimo leader dello scudocrociato, Pier Ferdinando Casini, chiamasse attorno a un tavolo nuovi soggetti e chiedesse loro un confronto, se ponesse questioni come il programma o le future alleanze, allora un confronto sarebbe molto interessante. Ma in questo modo mi pare solo voglia di cambiare nome. Personalmente aspetto di capire cosa l'Udc e Casini vogliano realmente fare”.


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