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Cracolici: "Nessun politico in giunta"

"Serve un nuovo esecutivo"


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Antonello Cracolici



In questi giorni si fa un gran parlare di nuove formule di governo per la Sicilia. E si discute se ci siano le prerogative per un nuovo esecutivo guidato da Raffaele Lombardo, con un eventuale appoggio del Partito democratico. Un rapporto, quello tra il presidente e il Pd, che secondo Antonello Cracolici, capogruppo democratico all’Ars, negli ultimi mesi ha dato buoni frutti: “Abbiamo fatto delle riforme positive in Parlamento e adesso c’è bisogno di gente che le metta in pratica, avendo la consapevolezza che la strada delle riforme deve essere ancora percorsa. Quello di indicare come e con chi, poi, è un compito che spetta a Lombardo; faccia una proposta politicamente forte, e noi la valuteremo”.

Quanto le piacerebbe un governo dei “competenti”?
“Le definizioni sono buone per i media, per sintetizzare cose che non possono essere sintetizzate. Anche perché parlare adesso di un governo di competenti presuppone che prima ci siano stati degli incompetenti. Intanto bisogna prendere atto che serve un nuovo esecutivo, in un momento in cui la Sicilia e il governo siciliano appaiono paralizzati. Lombardo deve sapere che ora serve un governo che dia la scossa che noi auspichiamo”.

Ci potrebbero essere all’orizzonte nuove maggioranze?
“Le maggioranze di governo non vanno costruite solo per avere i numeri in aula, ma sulle riforme. Deve essere comunque chiaro che i governi devono essere coerenti con le maggioranze che vengono a crearsi. Spetta al presidente fare proposte”.

E di un eventuale governo di “tecnici”, cosa ne pensa?
“La situazione che viviamo in Sicilia è tale che sarebbe auspicabile che il presidente, in un nuovo governo, indicasse personalità che non siano né parlamentari, né ex-parlamentari”.

Dopo la Finanziaria, approvata anche con il contributo del Pd, si aspettava una svolta che non è arrivata?
“Quella manovra ha dato il segno di una svolta possibile in Sicilia. Ma le svolte devono essere alimentate, come una pianta che ogni giorno ha bisogno di essere innaffiata. Non sono deluso, ma consapevole che sarebbe un guaio se ci appagassimo, o se ci accontentassimo di galleggiare in attesa di una necessaria scossa. La Sicilia ha bisogno di fiducia, e serve un governo che gliela dia”.

Quanto può durare ancora, secondo lei, questa legislatura?
“Non lo so. Posso dire solo che non ci faremo trascinare dallo spirito di sopravvivenza di chi vive pensando solo di galleggiare. E se ci saranno nuove elezioni, noi ci saremo”.

Tra le grandi emergenze che stanno attanagliando la Sicilia, a cui dare risposta al più presto, c’è quella dei precari. Come arrivare ad una soluzione?
“Il governo nazionale deve capire che il problema dei precari in Sicilia non è sorto da qualche ora, ma è da vent’anni che ce lo portiamo dietro. Tremonti e Berlusconi non possono pensare di fare gli struzzi. Se dovesse saltare il rapporto con quelli che fino ad ora sono stati precari, si metterebbero nei guai tutti i Comuni siciliani, perché questi lavoratori garantiscono i servizi resi dagli enti locali. Il premier deve trovare la soluzione tecnica giusta per garantire a queste persone, che ricevono uno stipendio da fame, un percorso di stabilizzazione”.

C’è poi l’emergenza rifiuti, che ogni giorno sembra diventare più gravosa.
“L’ultima legge che è stata fatta, riducendo gli Ato, è una buona legge. A mio avviso il vero nocciolo della questione, malgrado quello che si sta cercando di fare passare, riguarda il fallimento del sistema di raccolta dei rifiuti, prima ancora che l’organizzazione dello smaltimento”.



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