Live Sicilia

Cardinale spacca il Pd

Lombardo quater, si accelera


Articolo letto 455 volte

cardinale, nuova giunta lombardo, pd, sicilia, Politica

Salvatore Cardinale



Troppi movimenti perchè non stia per accadere qualcosa di grosso. La giornata politica di ieri è stata alquanto frenetica. E quella di oggi si annuncia altrettanto movimentata. I segnali di un'accelerazione per la nascita del Lombardo quater ci sono tutti. Anche se, la lettura dei medesimi segnali, è tutt'altro che semplice. Il Giornale di Sicilia parla di possibili accordi con l'Udc, pista che invece Repubblica non batte, anzi, tende a escludere. Ieri Raffaele Lombardo ha parlato con Gianfranco Miccichè per fare il punto della situazione, il Pd, tramite il capogruppo Antonello Cracolici, ha fatto un'apertura al dialogo con l'udc ma ha anche invitato Lombardo a stringere i tempi sul nuovo governo. Sulla quale vuole dire la sua Totò Cardinale, attivissimo a Roma nel trattare con Miccichè per portare la sua corrente, "Innovazioni", in giunta. Col rischio però di spaccare il Pd siciliano. Che ieri, nella riunione del gruppo, ha visto confermata al suo interno al divisione in tre tronconi: gli ex margheritini di Cardinale favorevoli al "governo dei competenti", con tecnici e politici, l'area Lumia-Cracolici possibilista ma più prudente, il fronte del no degli irriducibili Donegani, Matarella, Barbagallo. Con il segretario Giuseppe Lupo che oggi a Repubblica dice: Cardinale non rappresenta il partito. Se tratta, tratta per conto suo, insomma. E in effetti, nella riunione di ieri, "nessuno della corrente Innovazioni ha rivendicato l'azione di Cardinale", riferisce un ex Ds. Il grande inciucione potrebbe finalmente sconquassare il Partito, spaccarlo a metà come accaduto col Pdl. Ed è per questo, pare, che Berlusconi avrebbe dato un assenso all'operazione. Che sarebbe l'ennesimo colpaccio di Lombardo nel suo ruolo preferito, quello di guastatore in casa d'altri. Se tutto il Pd non seguisse i postdemocristiani nell'avventura di governo, ecco profilarsi l'ipotesi Udc. I centristi non chiudono la porta, ma chiedono un governo al di fuori delle logiche maggioranza-opposizione e soprattutto a tempo determinato. Saranno anche loro nella partita? Chi può dirlo. "La verità è che è tutto nella testa di Lombardo. Decide tutto lui", liquidava la faccenda ieri sera un notabile della maggioranza. Nel nuovo governo, che potrebbe veder la luce già la setimana prossima, Massimo Russo sarà vicepresidente. Caterina Chinnici potrebbe non esserci più e forse anche Mario Centorrino. Per portare dentro Cracolici e Lumia, Lombardo potrebbe sacrificare Gaetano Armao, magari affidandogli un altro incarico prestigioso. E sempre in tema di passaggi da una poltrona all'altra, Patrizia Monterosso, bocciata come dirigente generale (dopo aver ricoperto il ruolo di dominus della formazione professionale in Sicilia per anni), potrebbe uscire dalla finestra per rientrare dalla porta principale, come assessore. In uscita, per far posto ai fantomatici "competenti", potrebbero essere anche i due assessori politici dell'Mpa, Di Mauro e Leanza, dai quali sarà lecito aspettarsi più d'un mugugno (per l'ultimo rimpasto, Leanza ebbe un assessorato a lui sgradito e tra lui e Lombardo calò per mesi il silenzio). Bisognerà vedere chi porterà al governo Cardinale, che è riuscito a tornare in auge dopo un periodo di quasi oblio, interrotto solo dallo scalpore della sua mossa di piazzare nelle liste bloccate del Pd alla Camera la figlia venticinquenne. Bisgnerà vedere cosa farà a quel punto il partito, che sulla questione doveva svolgere una consultazione con la base della quale non si parla più. Bisognerà vedere cosa farà Bersani, che ad aprile aveva mandato il suo emissario per bloccare il voto del Pd al bilancio, perchè non si poteva dare sostegno "politico" a Lombardo. Bisognerà vedere, insomma, aspettando i prossimi incontri. Come quello in programma oggi tra il governatore e Dore Misuraca.


/web/virtualhosts/catania.livesicilia.it/www/upload/assets/xml/1324,3,sotto-articolo.php