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Casini a Palermo

"Nessun malanimo verso Lombardo
Si può trattare? Non decido io..."


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Pierferdinando Casini



Nessun malanimo tra l'Mpa di Raffaele Lombardo e l'Udc: a precisarlo, il leader nazionale dello scudocrociato, Pier Ferdinando Casini, in visita questa mattina a Palermo per il convegno “Lavoriamo per l'unità della nazione”, organizzato in vista della costituzione del nuovo soggetto politico, il Partito della nazione, a cui le forze centriste stanno lavorando. “Lombardo – ha detto Casini – non ha pesato sul nostro indirizzo politico perché è indipendente da noi. Lui ha fatto la sua scelta. Ci dispiace che questa occasione di governo sia male utilizzata. La nostra opposizione a Lombardo è un'opposizione costruttiva, vorremmo cercare di evitare gli sbagli che impediscono un governo serio della Regione. Non c'è malanimo né da parte nostra nei confronti di Lombardo, né viceversa”.

Sull'ipotesi di un riavvicinamento, invece, Casini ha preferito andarci cauto: “Se ci siano o meno margini di trattativa – ha detto – è una decisione che spetta ai vertici regionali”. Sul nuovo soggetto politico, inoltre, il leader Udc ha ribadito che si tratta di “un partito che nasce da un principio, che è appunto ricostruire l'Italia. C'è troppa gente in Padania che non tifa neanche per la nazionale”. Prima la vergogna dell'inno, poi quella del tifo, secondo Casini sarebbero “il segno distintivo di un principio, che è l'esigenza dell'unità e dell'amore per il nostro Paese. Non ci interessa aggiungere un posto a tavola. Abbiamo rinunciato alla tavola da tempo. Il nostro è un partito che nasce all'insegna della discontinuità: è chiaro che così non va. L'Italia va a rotoli, dobbiamo cercare di unire questo Paese e, ripeto, rispondere all'emergenza economica. In questo senso, mi auguro che la Fiom firmi l'accordo su Pomigliano, perché sarebbe assurdo mandare fuori dall'Italia dei posti di lavoro fondamentali, solo per un problema di corporazione sindacale”.

E ancora, sulla manovra economica e il ddl sulle intercettazioni, Casini ha voluto sottolineare ulteriormente come la manovra finanziaria sia la priorità per il Paese. “Sappiamo – ha detto – che da Roma a Palermo le cose vanno male ed è vero che il buonsenso è in minoranza, ma ritengo che se si vuole cambiare sia necessario affrontare l'emergenza economica”. Il decreto sulle intercettazioni, infine, è stato l'ultimo tema affrontato dal leader Udc, che ha ribadito la sua contrarietà: “è una legge sbagliata – ha detto – che rischia di favorire i delinquenti e la criminalità. La tutela della privacy è un'esigenza che già il governo Prodi aveva intravisto, quando Mastella ha fatto lo stesso provvedimento. Ma non possiamo tutelare la privacy compromettendo un bene più importante, che è la lotta alla criminalità. Qui si tratta di buonsenso, l'Europa ci impone di partire dalla manovra economica. Sarebbe un'irresponsabilità dire agli italiani che quello che è più importante sono le intercettazioni e non la manovra finanziaria. È umorismo, non è neanche politica”.


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