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A sinistra del Sudafrica

Viva viva la Corea!


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di GIUSTO CATANIA Finalmente stasera possiamo tirare fuori le bandiere e cominciare a organizzare i caroselli per strada: l’Italia, campione del mondo, debutta al mondiale sud-africano e già cresce l’attesa e, come ogni quattro anni, lo scetticismo è totale.
Meno male che stamattina i giornali sportivi hanno aperto con un titolo fotocopia in cui si chiede alla nazionale di Lippi di rispolverare la memoria, ricordando di essere campione uscente e di far vedere in campo il prestigio e il blasone dei colori azzurri… meno male che qualcuno se ne è ricordato.
La più rosea previsione della vigilia attribuisce all’Italia una bella eliminazione agli ottavi e già c’è chi scommette sul non passaggio del turno, anche se Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia non sembrano avversari insormontabili.
Tutto normale: da quando seguo i mondiali non ricordo mai una spedizione azzurra avvolta dall’entusiasmo, forse solo nel 1990 ma solo perché si giocava in casa. Ma quando giochi per vincere la coppa del mondo niente è prevedibile.
Strano, ma è così: quando cominci con le premesse peggiori finisci nel migliore dei modi. L’Italia ha vinto i Mondiali nel 1982 e nel 2006, proprio mentre i calciatori italiani erano travolti dallo scandalo delle scommesse clandestine e dalle inchieste di calciopoli.  Paolo Rossi era reduce da una squalifica di due anni, proprio lui: il mitico Pablito, l’autore di una tripletta in quella mitologica partita contro il Brasile, il capocannoniere di Spagna ‘82.
Marcello Lippi, l’eroe di Berlino, il condottiero dell’Italia campione del mondo era coinvolto nelle inchieste in cui stanno emergendo le immonde schifezze di tal signor Moggi, il cui figlio era socio del figlio del CT della nazionale nella direzione della più grande agenzia italiana che gestiva le procure dei calciatori.
Insomma quando le premesse sono pessime si rischia di vincere. E tra le premesse prolifiche c’è pure un pareggio, giocando male, contro una squadra più debole.
Infatti, il primo week end di calcio sud-africano non deve trarci in inganno… se fosse vero quello che abbiamo visto, la migliore squadra, dopo i primi tre giorni di calcio, sarebbe la Corea del Sud: gioco spumeggiante, passaggi veloci, ritmo da capogiro. A seguire, la Germania che ha tramortito i malcapitati australiani che ancora non sembrano avere molta dimestichezza con tale sport. E poi, grande equilibrio e tante sorprese: le africane si confermano squadre forti, l’Argentina ha talmente tanti campioni che, prima o poi, qualcuno la mette dentro; Stati Uniti e Messico sono ormai una realtà, gli inglesi hanno confermato di avere nel portiere il loro punto debole… e la Francia?
I transalpini hanno fatto una partita pessima: neppure tre passaggi di fila, niente cross, neanche un tiro. I campioni, ammirati nelle squadre di club, sembravano mummie addormentate, il commissario tecnico si è mostrato antipatico perfino quando ha stretto la mano agli avversari… forse avevano pure le magliette non lavate, i calzoncini scoloriti e le calze puzzavano come se avessero viaggiato nello stesso bagaglio con i più fetenti formaggi dell’antica tradizione di Francia.
Insomma, viste le premesse, la Francia si candida seriamente a vincere i mondiali del Sud-Africa.
P.S.: Cari connazionali, stasera evitate di strombazzare con le auto per il centro della città, con le bandiere tricolori sventolanti che inneggiano alla nuova vittoria mondiale, se solo dovessimo vincere, magari con uno striminzito gol di scarto. E allo stesso modo, evitate di spegnere la tv al ventesimo del secondo tempo qualora l’Italia dovesse giocare male  e magari beccare un gol dal Paraguay… il mondiale è ancora lungo.


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