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Lombardo sui precari

"Non chiediamo un euro allo Stato,
vogliamo delle deroghe"


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lombardo, precari, regione siciliana, Politica
"Convengo che il complicato problema del precariato degli enti locali siciliani, che riguarda oltre 22.500 persone, vada affrontato con il massimo della convergenza tra le forze politiche e sociali e con grande senso di responsabilità da parte dei governi nazionale e regionale. Va precisato, a scanso dei tanti equivoci emersi nelle dichiarazioni di tanti politici, in questi giorni, che la Regione non chiede un euro allo Stato, ma deroghe che consentano di affrontare le anomalie legate al sistema delle proroghe contrattuali, alle quali va posta una volta per tutte la parola fine".

Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, condividendo il riferimento al senso di responsabilità delle istituzioni politiche espresso dal presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Francesco Cascio, dopo l'incontro con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, alla presenza di Carlo Vizzini, presidente della commissione Affari istituzionali. "I primi contratti dei 22.500 precari - ha aggiunto - risalgono a oltre venti anni fa e, come abbiamo detto, si tratta di figure indispendabili per la funzionalità degli enti locali, le cui piante organiche, nel frattempo, anche per il blocco delle assunzioni sul quale questo governo ha deliberato fin dai primi giorni successivi al suo insediamento e su cui l'Assemblea regionale ha legiferato a fine 2008, si sono impoverite per l'esodo di migliaia di dipendenti". "La Regione - ha concluso - avvalendosi del disegno di legge che da domani sarà esaminato in commissione Bilancio, d'accordo con gli enti locali, dovrà prevedere la stabilizzazione, in modo da archiviare l'idea stessa di precariato, che si accompagni a un piano di impiego produttivo di questi lavoratori e a un programma che, nell'arco di un congruo periodo di tempo porti anche in Sicilia il rapporto tra dipendenti pubblici e popolazione agli stessi livelli delle regioni in questo senso più virtuose, tenuto ovviamente conto delle competenze e dei poteri derivanti dall'Autonomia speciale della Sicilia".


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