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PALERMO. La protesta dei precari

I sindacati in piazza anche oggi:
"Occuperemo i Comuni e la Regione"


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lavoro, lombardo, precari, protesta, stabilizzazione, Cronaca
“Occuperemo Comuni, Province e Regione. Garibaldi con solo mille uomini unì l'Italia, noi invece con più di 20mila persone possiamo mettere a soqquadro l'intera regione. Da 20 anni siamo sfruttati, stiamo invecchiando da precari”. E' questo il grido di battaglia dei megafoni dei sindacati in protesta dinanzi a Palazzo d'Orleans. Oggi un'altra giornata di passione per chiedere la deroga del patto di stabilità. I sindacati di Cgil, Cisl e Uil, insieme ad altri precari della scuola, delle Asl e della Forestale, sono pronti a continuare la loro protesta ad oltranza. Giuseppe Magro, rappresentante   della Cisl del Comune di Marsala, afferma: “Oggi siamo in adunanza tutti i sindacati per proporre un progetto per ottenere la stabilizzazione di oltre 22000 lavoratori e chiudere definitivamente la stagione del precariato in Sicilia. Il ministro Tremonti deve sapere che noi precari prestiamo servizio, facendo funzionare la macchina amministrativa della Regione. Siamo stanchi ma lotteremo fino in fondo finché non avremo ottenuto un contratto. Diciamo ai politici, sia di destra che di sinistra, di trovare la nostra stabilizzazione definitiva. In mancanza di risposte concrete, useremo ogni mezzo di lotta civile e democratica”.

Il 26 maggio era stato il giorno del corteo dei precari autonomi, in contrasto però con le scelte dei sindacati, rei di essere stati troppo morbidi nei confronti della Regione e del Governo riguardo la stabilizzazione di questa massa lavoro in precariato perenne. Le fratture interne tra sindacati e precari però sembrano essere state sanate, secondo quanto detto dai vertici della CISL: “Dobbiamo essere uniti, dobbiamo dimenticare i malumori interni. I sindacati non hanno avuto potere contrattuale, per questo non hanno avuto la forza per ottenere la stabilizzazione di questi precari. Con le sigle autonome non c'è nessun dissidio”.

Come nel corteo del 26 maggio, massiccia anche la presenza dei sindaci per ribadire l'impegno a favore dei lavoratori degli enti locali. Francesco Virone, sindaco di Aragona (AG), tiene a precisare: “Noi siamo qui per sostenere i lavoratori, per chiedere  la sistemazione dei tanti precari. Inoltre a gran voce vogliamo la modifica a livello nazionale del decreto che taglia fondi ai Comuni, non distribuendo finanziamenti. Questi lavoratori sono una risorsa indispensabile per fornire servizi ai cittadini”.

Più drastici Nicola La Mazza e Nunzio La Paglia,  rispettivamente rappresentanti locali della Cisl e della Cgil: se l'incontro tra Lombardo e Tremonti non avrà gli effetti sperati, ovvero la deroga del patto di stabilizzazione, hanno le idee chiare su come debba procedere la protesta. “Lotteremo ad oltranza. La nostra protesta non si fermerà a Palermo, andremo a Roma. Se sarà necessario, occuperemo con le tende i punti nevralgici del Governo”.


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