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Enologia

17 cantine, cinquemila calici
I numeri di "Cantine Aperte 2010"


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cantine aperte, enologia, vino, Zapping
Quattro comprensori a forte vocazione vitivinicola, 17 le cantine che hanno aperto le porte agli appassionati dell’enoturismo. Tasting guidati dagli enologi e passeggiate in vigna. Circa 5000 i calici usati all’interno delle cantine che hanno aderito alla manifestazione. Questi i numeri dell’edizione 2010 di “Cantine Aperte”. E come ogni disciplinare enologico impone: “dopo la svinatura e prima dell’imbottigliamento”: un processo che permette di ottenere vini nei quali è possibile trovare intatta l’aromaticità e la fragranza del vitigno; E anche questo il carattere nei nuovi enoturisti targati 2010, un pubblico più attento alle qualità che alle quantità nell’ultima edizione appena conclusasi in Sicilia. Un percorso lungo tutta l’isola ben studiato, a testimonianza del fatto di quanto lavoro ci sai dietro ad un prodotto a base di sole, vento e temperatura. Si è partiti dalle vigne per poi finire all’interno della barricaie, luogo dove il vino si affina e prende forma, conferendogli quel tocco distintivo che rappresenta la carta d’identità di ogni realtà vitivinicola. Naturalmente accompagnati, o “cumpanaggiati” da pane caldo dal formato “muffoletti” offerti dalla Cantina Feudo Arancio, oppure da olive verdi per accompagnare un rosso etneo carico dei suoi tannino, offerti dalla Cantina Feudo “Principi di Butera”. Quest’esperienza testimonia l’amore per la propria terra e per la propria cultura, ereditata da quei vitigni autoctoni quali il Nero D’avola, l’Inzolia, il Catarratto, il Nerello Mascalese o il neonato, in termini di riconoscimento, il Cerasuolo di Vittoria. Ben lontano dalla civiltà greca, nella quale il vino era la bevanda della religione, delle vittorie e delle feste, addizionati però da elementi aromatizzanti, che come spiega l’agronomo della Donnafugata, “son solo ricordi”. Oggi le tecniche di vinificazione - continua - sonno assai più sofisticate. Ed in questo la tecnologia si sposa con la conoscenza, conferendo ai nuovi prodotti un armonicità ed una complessità frutto di un sofisticato gioco di equilibri. Gli oltre 40 giornalisti presenti hanno potuto assaggiare i campioni provenienti da tutte le provincie, suscitando grandi entusiasmi. Un successo crescente per questa realtà, dagli esperti del settore ai semplici bevitori, dovuto dal coinvolgimento di tutto il territorio regionale ed alla conseguente consapevolezza dei produttori che, con il passare del tempo, hanno visto svilupparsi potenzialità di accoglienza inattese. Oggi il Movimento Turismo del Vino, ente nazionale di riferimento, mira con sempre maggior convinzione a diffondere l’idea del grande giorno di festa del vino e dei suoi territori allargando “Cantine Aperte” a quei comprensori che, oltre alla cultura enoica, possono proporre anche un legame altrettanto forte con le tradizioni enogastronomiche, tanto che si vanno affermando iniziative d’appuntamento con la buona tavola, fatta di sapori autentici, a km zero e vino di qualità. E’ quanto fatto dalla cantina Planeta accogliendo esperti gastronomici europei, con le delizie preparate dalla sapienti mani dello Chef Angelo Pumilia. Si registra pertanto un incremento di visitatori stranieri rispetto alle edizione precedenti, a testimonianza di quanto il connubio gusto e rispetto per la natura siano vincenti. A rendere tutto questo davvero entusiasmante sono state le poesie lette ai visitatori della Tenuta La Lumia con il poeta licatese Lorenzo Peritore, che con il suoi versi in dialetto ha fermato il tempo, inebriando le nostre menti. Un’edizione questa che ha inoltre abbracciato le nuove forme della comunicazione,  attraverso facebook, veicolando gli appuntamenti in calendario per la felicità che da sempre cercano viaggiatori e viandanti.  Un segno di maturità del settore e di tutela del sistema produttivo nel suo complesso.


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