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A sinistra del Sudafrica

L'Italia s'è desta (per le convocazioni)


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di GIUSTO CATANIA* Il due giugno è festa nazionale perché il nostro Paese sessantaquattro anno orsono è diventata una Repubblica: non poteva scegliere vigilia più adatta Marcello Lippi, Commissario tecnico della nazionale di calcio, per comunicare al popolo i nomi dei convocati per i prossimi mondiali sud-africani.
Sì, perché questa è una di quelle date in cui si risveglia l’orgoglio nazionale, si celebra il trionfo dello spirito italico, si tolgono dalla naftalina le bandiere tricolori e si rispolverano alla memoria collettiva i giorni della liberazione dal nazi-fascismo e il plebiscito con cui gli italiani cacciarono il re e la sua famiglia.
Ed invece… oggi è stata una strana giornata: alla radio riecheggia una brutta canzone di Pupo e del principe Emanuele Filiberto, rampollo della ex famiglia reale; la tv di stato trasmette strane immagini di sfilate militari, frecce tricolori che schizzano per i cieli, elogi delle truppe italiane impegnate nella guerra in Afghanistan… sembra quasi la festa delle forze armate.
Ma oggi è la festa della Repubblica italiana? Quella nata dalla Resistenza? Quella che si riconosce nella Costituzione antifascista del 1948? Ci sarà stata un po’ di confusione nell’organizzazione di questo evento tanto che alcuni ministri della nostra Repubblica, rappresentanti del nostro governo repubblicano, hanno scelto di non partecipare alla sfilata… non perché non erano stati invitati, non perché non condividevano la passerella dei soldati in un giorno di pace.
Il problema è un altro: alcuni ministri della nostra Repubblica non hanno partecipato alla festa della Repubblica perché non riconoscono l’unità nazionale della Repubblica e perché aspirano a diventare ministri della Repubblica celtica della Padania libera. Che stano Paese! Perché il Presidente della Repubblica Italiana, custode della Costituzione repubblicana, non chiede a questi ministri di dimettersi dall’incarico?
Meno male che c’è Lippi: almeno lui mette d’accordo tutti gli italiani… Beh, io qualcosa da ridire ce l’avrei… forse come me tanti milioni di italiani… Mandare a casa Sirigu e  Cassani mi pare uno sgarbo alla squadra del Palermo che ha fatto un grande campionato, sfiorando la Champions League. Già era troppo non convocare Balzaretti, Nocerino e Miccoli… e poi come si fa a non convocare nessuno della squadra campione d’Italia e d’Europa. Tutti stranieri? Ma c’erano Balotelli, Materazzi, Santon e perfino Thiago Motta che è più italiano di Camoranesi e Amauri. E poi come si fa a non convocare Cassano?
Anche oggi l’Italia si è divisa e tra i sessanta milioni di Commissari tecnici c’era anche chi chiedeva la convocazione di Mazzotta del Lecce, Accardi della Sampdoria, Rinaudo del Napoli… e se ci penso anche io non mi do pace: lasciare un talento del calcio mondiale, come il sottoscritto, a godersi le partite in televisione mi pare uno scempio.
Meno male che Lippi ha scelto il giorno giusto per annunciare i convocati così nessuno si accorge delle altre profonde divisioni di questo strano Paese.


*Già politico di sinistra impegnato. Oggi professore impegnatissimo. Racconterà ai lettori di Livesicilia i Mondiali, visti da una visuale un po' particolare.


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