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Gela a lutto

Ai funerali dei fratellini annegati
l'amore senza riconciliazione


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fratelli annegati, gela. vanessa lo porto, Cronaca
(R.P.) L'amore senza riconciliazione. L'amore che non si prende per mano, perché nulla imparato dal dolore. L'amore che è convinto di avere ogni ragione dalla sua parte. E per questa ragione è pronto a combattere fino al torto, a trasformarsi in odio.
Si sono celebrati i funerali dei due bambini annegati a Gela. In barba alla discrezione che almeno si dovrebbe ai più piccoli, i giornali hanno pubblicato la foto. Nemmeno i bambini possono ricevere la grazia e la compassione dal morboso occhio mediatico. Ci sono tanti modi per raccontare questa storia. L'oscenità delle foto è quello peggiore.

L'Ansa racconta il funerale partendo dal dettaglio dei fiori. Non un mazzo qualunque: i fiori della madre che ha annegato i suoi piccoli. Ecco: "Una composizione di rose bianche a forma di cuore con la scritta "mamma" e un piccolo pupazzo di Winnie the Pooh. Sono gli ultimi "regali" ai suoi bambini di Vanessa Lo Porto, la casalinga di 31 anni che venerdì scorso ha annegato i due figli Andrea Pio e Giuseppe Rosario, di due e nove anni, perché affetti da autismo. Le rose e il pupazzo sono tra le due bare bianche che si trovano all' interno della chiesa di San Rocco a Gela, già affollata da tantissime persone, (il luogo dei funerali, ndr). All'esterno della parrocchia una grande cartellone con tanti palloncini bianchi, fatto preparare dai familiari della donna e destinato a suscitare polemiche: raffigura le foto dei due bimbi e la scritta "La nostra mamma ci ha riservato un futuro migliore". Alla cerimonia sono presenti i genitori e i fratelli di Vanessa Lo Porto e il marito Marco D'Augusta, 38 anni, che da sei mesi era separato dalla moglie. Le due famiglie, che siedono su file opposte, si sono divise anche sulla scelta della chiesa dove celebrare le esequie".
Il rito vissuto come un'appartenenza, come l'ultimo confine. Due bambini morti e nessuna pace. Non si danno il segno della pace, i familiari su file contrapposte, quando il sacerdote li invita. Il rancore divide. Nessuna pace possibile,  sui corpi di due bambini.

"Siamo qui non per dare giudizi, né per condannare", dice Don Enzo Romano, il sacerdote che celebra i funerali. I bambini sono "due piccoli martiri". Nessun giudizio, non degli uomini: "Non sappiamo quale dramma ha potuto vivere la madre in quel momento. Solo Dio sa quello che ha provato nel cuore e nella mente, un inferno che le ha fatto perdere la ragione". Il parroco ha anche sottolineato che "sono state dette tante stupidaggini: questo è il momento di stare in silenzio e capire". All'inizio della cerimonia la sorella di Vanessa Lo Porto, Lorena, è svenuta. Sono le parole del sacerdote, ma non leniscono il pianto.

Un appello ad occuparsi dei "diversamente abili, di quei bambini indicati dal Signore come bisognosi d'affetto, sostegno e protezione". Ancora le parole dei sacerdoti. Le parole di padre Angelo Strazzanti, uno dei parroci di Gela che ha officiato i funerali. "Dobbiamo cercare - ha aggiunto il religioso - di accoglierli e farli uscire dal loro isolamento, ma prima dobbiamo essere noi a uscire dal nostro autismo e dal nostro isolamento spirituale". Ma pochi si occupano dei bambini disabili, dei bambini con l'autismo, i "bambini albero" con le emozioni sepolte dentro la corteccia. Pochi conoscono il linguaggio segreto delle foglie.

La conclusione umana è affidata alle parole dei parenti. "Siamo felici perché finalmente potrete giocare con altri bambini, lassù in Paradiso - dice Grazia Lo Porto, altra sorella della madre - adesso potrete fidanzarvi e non avrete mai la possibilità di una delusione amorosa". Magari, i due bambini annegati avrebbero preferito crescere e sperimentare le delusioni degli uomini, accanto alle piccole gioie umanissime, prima dell'amore celeste che tutti augurano quando ci sono di mezzo i piccoli. Avrebbero preferito la vita a questo riposo precoce, a questo sonno da cimitero e da fratelli senza più tempo, sepolti l'uno accanto all'altro.


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