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Dubbi sul faccia a faccia romano

La resa dei conti nel Pdl


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C’è aria di resa dei conti nel Pdl. Alla vigilia dell’annunciato faccia a faccia romano tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Miccichè, incontro che oggi ambienti del Pdl non danno affatto per scontato, la tensione tra i separati in casa del berlusconismo siculo è schizzata alle stelle. Di certe dichiarazioni concilianti apparse qua e là nelle ultime settimane, neanche l’ombra. A esacerbare ulteriormente gli animi, l’iniziativa dei “lealisti” che hanno presentato un’interpellanza il ministro Giulio Tremonti: in 34 hanno scritto che “la politica perseguita dalla Regione Sicilia, tenuto conto delle modalità con le quali viene gestita la spesa corrente e in conto capitale, rischia di incidere fortemente sul patto di stabilità interno”.

Un gesto letto come l’ennesimo atto di guerra da Miccichè, che sul suo blog ha tuonato, parlando di “contenuti volutamente allarmistici e tendenziosi” per “tentare ancora una volta di mettere il bastone tra le ruote al governo regionale”. Il sottosegretario si manifesta sorpreso, “rispetto agli appelli degli ultimi giorni, invocanti il dialogo e l’unità”.

“Se queste sono le premesse del dialogo e dell’unità – scrive Micciché – credo proprio che non si vada da nessuna parte! Su che cosa dovrebbe vertere il dialogo? Sul modo in cui far cadere l’inviso governatore catanese? Sulla strategia da mettere in atto per sovvertire la volontà dei siciliani e portarli di nuovo alle urne o, peggio ancora, costringerli a un governo di Sinistra? Su che cosa vogliono costruire l’unità? Su azioni pseudo politiche, come quest’ultima, volte non ad indirizzare e determinare la politica regionale (come dovrebbe convenirsi al maggior partito della coalizione), bensì a sopprimere il nemico?”.

Dello stesso tenore gli interventi di altri esponenti del Pdl Sicilia come la capogruppo all’Ars Giulia Adamo, secondo la quale la notizia dell’interpellanza a Tremonti sul patto di stabilità, resa nota “forse allo scopo di intimorirci, non merita commento, solo commiserazione”.

Interviene anche Dore Misuraca, con una missiva a Berlusconi che Livesicilia pubblica integralmente. L’esponente del Pdl Sicilia, che in questi giorni aveva tenuto un basso profilo perchè intento, secondo el ricostruzioni giornalistiche, a lavorare da “pontiere” tra le due anime del Pdl per trovare una ricomposizione, invita il premier a diffidare di “scribi e farisei”, cioè da chi “avora per accompagnare Miccichè fuori dal Pdl e per fare cadere il governo regionale democraticamente eletto dai siciliani”. Misuraca spara a zero su Giuseppe Castiglione: “Il partito lo vuole spaccare alla luce del sole con i suoi aut aut. Con il suo oltranzismo, cerca soltanto di approfondire le ragioni delle divisioni e dello scontro. Con il risultato o di spingere l’attuale governo tra le braccia del centrosinistra

Tensione alle stelle, insomma. Tanto che oggi qualcuno dubita che Miccichè, che ha trascorso la giornata nel suo eremo cefaludese di Sant’Ambrogio, domani possa davvero vedere il Cavaliere. Che però sul “caso Sicilia” deve far sentire la sua voce in tempi stretti, dopo la piazzata di Gianfranco Fini che gli ha rinfacciato nella drammatica direzione della settimana scorsa il pastrocchio siciliano.


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