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Il partito riunito sulla "linea". E Cracolici...

"Niente interferenze,
decide il Pd siciliano"


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Antonello Cracolici

Antonello Cracolici



C'è aria di bufera in casa Pd. È riunita questo pomeriggio, infatti, la direzione regionale dei democratici, per discutere, tra l'altro, il nodo della finanziaria. Già questa mattina tra i dirigenti si percepiva la tensione, ma Antonello Cracolici minimizza e assicura che non si alzeranno i toni. Sulla manovra finanziaria, nonché sul futuro ruolo del partito nelle isttituzioni, Cracolici non si espone. Ma precisa: “stiamo sostenendo le riforme,, ma non siamo l'Avis”.

Onorevole Cracolici, cosa ne pensa della proposta di Mattarella di indire un referendum tra i tesserati per decidere se mantenere o meno la linea di sostegno al governo?
“Come sapete, c'è la direzione regionale convocata proprio per questo pomeriggio e valuteremo questa e altre proposte nell'unico organo che può decidere”.

La base del partito lamenta pochi spazi di ascolto e partecipazione. È vero che non sono ascoltati?
“Io penso che un partito non sia un'assemblea permanente. Ci sono dei luoghi ben precisi in cui si prendono le decisioni, degli organismi che vengono eletti e a cui viene delegato anche questo aspetto della vita partitica. È chiaro che poi tra le diverse posizioni la dirigenza è tenuta a fare una sintesi. Nel momento in cui si arriverà a questa sintesi, mi auguro che sia rappresentativa di larga maggioranza, se non dell'unanimità, del partito. Io sono per una democrazia di delega, non assembleare. Fermo restando che, è chiaro, bisogna ascoltare tutti”.

Che clima è previsto per la direzione di questo pomeriggio?
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Ci si aspetta il confronto, quello sì. Ma io non prevedo che ci saranno grandi discussioni. Al centro del ragionamento sicuramente ci sarà la scelta del sostegno alle riforme nel bene dei siciliani, come fatto fino ad ora con il piano casa o la riforma degli Ato. E poi c'è il nodo del bilancio. La finanziaria così com'è adesso non ha il nostro consenso. Ma l'introduzione di alcune riforme potrebbe cambiare gli attuali assetti".

A proposito di finanziaria, cosa farà il Pd dopo lo stop inviato da Roma attraverso Maurizio Migliavacca?
“Il partito in Sicilia, come in qualunque altra regione, decide negli organismi propri. Io credo negli organi democratici, non monocratici. Poi va anche precisato che Migliavacca ha posto un problema di cui abbiamo contezza, non mi risulta che ci sia stato un freno. Dobbiamo evitare che le vicende di Lombardo, di cui ad oggi sappiamo soltanto chiacchiere apparse sui giornali, trascinino dentro anche le istituzioni. Migliavacca ha detto, ed è un pensiero che condivido, che bisogna mantenere la massima prudenza. Aggiungo che in tempi non sospetti proprio a voi di LiveSicilia dissi che ci eravamo dati una scadenza nel sostegno alle riforme e che quella scadenza era il mese di giugno. Che, non a caso, è il mese successivo alle elezioni amministrative in Sicilia. Vedremo come andranno. Una cosa è chiara: il Pd in questa fase sta sostenendo le riforme ma noi non siamo l'Avis, non doniamo il sangue. Ci tengo comunque a sottolineare che qualunque decisione, la prenderemo tutti insieme”.

Le amministrative come banco di prova per le alleanze? Come nel caso di Misilmeri, dove il candidato del centrosinistra è sostenuto dall'Mpa?
“No, Misilmeri è un caso abbastanza isolato. Dove si colloca, altrove, l'Mpa va chiesto a loro. In ogni caso le dinamiche di alleanze spettano agli organismi dei luoghi in cui si svolgono le competizioni elettorali. Diciamo che in questa fase sulle alleanze abbiamo un approccio flessibile”.

Cosa succederà a giugno? Il Pd entrerà in giunta? Con o senza Micciché?
“Io sono abituato ad andare al cinema e non vedere la fine prima di avere visto tutto il film. E credo che la stragrande maggioranza della gente che va al cinema la pensi come me. Intanto vediamo tutto il film. E poi vedremo come andrà a finire”.

Torniamo alla finanziaria. Cosa non vi convince in questo momento?
“Più che quello che non ci convince, noi puntiamo ad avere dentro il bilancio alcuni punti. Il credito d'imposta e la riduzione degli enti inutili ci sono già, ed è merito del Pd. Ma non è sufficiente. Vogliamo la riduzione dei ticket sanitari, l'acqua pubblica, il tempo pieno nelle scuole. E poi la riduzione dell'Irpef per i cassintegrati da più di sei mesi e altro ancora. Insomma, azioni coerenti con la linea di una forza di sinistra e progressista”.


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