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L'agguato di Camporeale

Resta grave il ferito
Suo fratello fu ucciso


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agguato, pietro mulè, Cronaca
Proseguono serrate le indagini sull'agguato di ieri pomeriggio nelle campagne tra Camporeale e San Giuseppe Jato, in provincia di Palermo. Questa mattina i carabinieri della Sezione investigazione scientifiche del Comando provinciale di Palermo, coadiuvati a quelli della Compagnia di Partinico e del Nucleo investigativo di Monreale, sono ritornati in contrada Pernice per proseguire nei rilievi. Gli investigatori hanno accertato che Pietro Mulè, bracciante agricolo di 44 anni, al momento dell'agguato, si trovava alla guida di un trattore risultato rubato con cui stava lavorando. Per tale motivo, la vittima dovrà rispondere anche del reato di ricettazione. L'uomo, con numerosi precedenti penali, è stato ferito alla mandibola, alla spalla, alla nuca. Trasportato in un primo momento presso l'ospedale di Partinico, successivamente è stato ricoverato al Civico di Palermo, dove si trova tuttora in prognosi riservata, ma non in pericolo di vita. L'arma utilizzata nell'agguato sarebbe, presumibilmente, un fucile calibro 12 caricato a pallettoni. Le indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo Gruppo di Monreale e della Compagnia di Partinico, non escludono nessuna ipotesi sul movente dell'agguato. Un fratello di Mulè, Raimondo, era stato ucciso in un agguato ad Alcamo (Trapani) il 30 giugno del 2004. Per quell'omicidio, due giorni fa, i carabinieri avevano arrestato a Camporeale il pregiudicato Roberto Levantino, 33 anni, che è stato definitivamente condannato e deve deve scontare 22 anni e 6 mesi di reclusione.


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