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Miccichè: io non avrei fatto quei nomi

"Raffaele, hai sbagliato"


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E finalmente parla. Parla con "Repubblica", il "giornale dei comunisti", ma parla. Gianfranco Miccichè rompe il silenzio "seppure di malavoglia", come scrive Emanuele Lauria, e dice la sua sull'esibizione presidenziale all'Ars. E cosa dice? Bè, un giudizio che è un capolavoro di equilibrismo ma che non lesina tiratine d'orecchie all'"amico Raffaele".
Dice Miccichè: "Non so dire come mi sarei comportato al suo posto. Non ci siamo né consultati, né sentiti prima. Io non avrei fatto i nomi in aula, in quel modo, dei parlamentari collusi. Se ci sono dei fatti da denunciare, meglio andare in Procura. In questo modo a rimetterci è tutta la politica. E poi non mi sento di condividere i sospetti su Firrarello". Però nulla cambia, insieme d'amore e d'accordo: "Si va avanti verso il partito del popolo siciliano, anche se il debutto non potrà avvenire prima delle Politiche".


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