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Lo stop della sesta commissione

Il Csm: alt ai magistrati
che "scendono in campo"


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Stop alle toghe nelle giunte. Stop ai magistrati che fanno gli assessori, i sindaci, i consiglieri o i presidenti di Province e Regioni; e niente candidature negli stessi territori in cui si sono esercitate sino al giorno prima le funzioni di giudice o pm. Alt a casi come quello di Lorenzo Nicastro, il pm di Bari che è stato eletto consigliere regionale in Puglia nello stesso territorio in cui ha condotto le sue inchieste sul ministro Fitto; o come quelli due assessori della giunta regionale siciliana Massimo Russo e Caterina Chinnici, punte di diamante del governo Lombardo.

A chiedere un giro di vite sui magistrati in politica è la Sesta Commissione del Csm con una risoluzione approvata all’unanimità. Un documento formalmente indirizzato al ministro della Giustizia Alfano, ma che è una diretta sollecitazione al legislatore, e cioè alle Camere. E che è mosso dalla preoccupazione di conciliare il diritto dei magistrati a partecipare alla vita politica con l’esigenza di salvaguardarne l’immagine di imparzialità.

E' giusto sottolineare comunque che la legge impone già ai magistrati impegnati politicamente, come nel caso di Russo e Chinnici e prima ancora all'assessore Ilarda, di non operare in caso di dimissioni nei distretti di appartenenza. Significa che se Russo e la Chinnici dovessero dimettersi o essere dimissionati non rientrerebbero nei ranghi della magistratura siciliana ma sarebbero costretti, per almeno cinque anni, ad operare in altri distretti non regionali.


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