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Palermo-Chievo 3-1

Profumo di Champions


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Dice Claudio Onofri, arguto commentatore di Sky: "Il Palermo a tratti pare il Barcellona". Ed è semplicemente, mirabilmente vero, rispettate le debite proporzioni. Il Palermo gioca a calcetto, non butta mai via un pallone, costruisce e disegna trame convincenti, fino al raggiugimento dello scopo. Questo vale soprattutto per le esibizioni al "Barbera", per i trionfi casalinghi. Avessero i rosa lo stesso spirito felice e indomito nelle gare esterne, forse la Champions sarebbe una realtà già ora, più che un sogno.
Accontentiamoci, comunque, delle cose portentose di Palermo-Chievo. Accontentiamoci senz'altro della gagliardia di una squadra che riesce a ribaltare il golletto di tal De Paula, riportando la partita su binari corretti con la serenità dei nervi e la forza del bagaglio tecnico e tattico.
Dunque, gol del Chievo su ciclopica smarronata del pur generoso Nocerino. A quel punto Liverani, faccia da berbero, piedi da bacchetta della fata turchina, decide di uscire dal bozzolo e dismette il vestio da bradipo. Corre, addirittura, l'ottimo Fabio. Pennella sulla testa di Pastore il gol del pareggio, battendo una punizione. Entra in area e va a prendersi il giusto rigore trasformato da Miccoli. I veterani sono l'anima della squadra. Sul già detto Liverani, aggiungiamo le scuse che gli dovremmo per averlo messo (per la verità altri, non noi) in dubbio, per avere sussurrato parole che il vento si porta via alle spalle della sua classe cristallina. E lui, come usa, le risposte le ha sempre date sul campo. Poi c'è Fabrizio Miccoli, all'apice e nel cuore di una stagione grandissima. Una perla il terzo gol che ha chiuso la partita. E una presenza costante nell'epicentro della battaglia. Molto ci è piaciuto Pastore, rete a parte, per il sacrificio, per le rincorse dietro i garretti dell'avversario più umile. E ci è piaciuto molto il Chievo di Mimmo Di Carlo, bello e utile, capace di affrontare la gara a viso aperto. Il risultato è un tre a uno di spettacolo e sostanza. Scrivemmo che il Palermo, per qualità e anima, è favorito per la Champions. Ripetiamo il concetto, pur con la Samp alle calcagna e la Juve rediviva. Da questa parte c'è tanta roba, c'è la forza di un sogno che mette le ali ai piedi. E Zamparini lo sa, anche se, a ogni passo,  ostenta una logica e amorevole scaramanzia.

Il tabellino

PALERMO (4-3-1-2): Sirigu, Cassani, Kjaer, Goian, Balzaretti, Migliaccio, Liverani, Nocerino, Pastore (45' st Budan), Miccoli (23' st Hernandez), Cavani (38' st Bertolo). A disp. Benussi, Celustka, Calderoni, Blasi. All. Delio Rossi.

CHIEVO (4-3-1-2): Sorrentino, N.S. Frey, Mandelli, Yepes, Mantovani (20' Jokic), Pinzi, Iori (13' Granoche), Ariatti (29' st Sbaffo), Bentivoglio, De Paula, Abbruscato. A disp. Miskiewicz, Scardina, Sardo, Bogdani. All. Di Carlo. Arbitro: Gervasoni di Mantova Marcatori: 18' pt. De Paula, 28' pt. Pastore, 39' pt. Miccoli (rig); 8' st. Miccoli. Ammoniti: Ariatti, Iori, Miccoli, Yepes, Migliaccio, Pinzi, Cavani


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