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Il confronto tra i democratici

Lombardo, Bersani frena


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antonello cracolici, giuseppe lupo, maurizio migliavacca, pd, Politica
Ci sono volute più di sette ore di dibattito, ma alla fine, il messaggio da Roma è arrivato al Pd siciliano. Lo ha portato Maurizio Migliavacca, inviato da Pierluigi Bersani in Sicilia per ascoltare i deputati nazionali e regionali del Pd in un hotel di Cinisi. E il messaggio sembra abbastanza chiaro: “Per quanto mi riguarda non mi sembra che ci siano le condizioni per fare passi politici ulteriori”, ha detto l’inviato della segreteria nazionale ai giornalisti. Nel suo intervento, secondo le ricostruzioni dei presenti (l’incontro non era aperto alla stampa), Migliavacca avrebbe parlato di mancanza di prospettiva politica nel percorso di avvicinamento tra democratici e Lombardo. E parlando coi cronisti, l’inviato di Bersani ha ribadito, insieme al segretario regionale Giuseppe Lupo, la linea scelta dal partito nello scorso dicembre: “confronto sulle riforme dall’opposizione”. E niente “passi politici ulteriori”. Domanda: votare il bilancio e la manovra è un passo politico. Risposta secca: “E’ un passaggio che ha valenza politica”.
E così, la questione più spinosa, ossia se votare o no la manovra, adesso dovrà essere discussa dalla direzione regionale dal partito e dal gruppo nei prossimi giorni. Le due anime più possibiliste, quella di Beppe Lumia e Antonello Cracolici e quella di "Innovazione" (gli ex margheritini Totò Cardinale, Francantonio Genovese e Nino Papania, e altri) oggi hanno ribadito le aperture, pur ripetendo che così com’è la finanziaria di Lombardo non va bene e non può essere votata. L’ala dei contrari, un universo variegato che mette insieme la mozione Mattarella, Barbagallo, Angelo Capodicasa e altri, continua a dire che il bilancio non si può votare, senza se e senza ma. E al termine dell’intervento dell’inviato romano, una pattuglia di deputati nazionali seccamente contrari all’abbraccio con Lombardo si leccava i baffi per il messaggio arrivato da Bersani. La partita resta aperta. Nel gruppo parlamentare prevale nettamente l’ala “dialogante”. E quindi l’esito della discussione interna al Pd è tutt’altro che scontato. Il lunghissimo confronto di oggi è stato solo un prologo. La vera partita si giocherà nei prossimi giorni, dentro e fuori dall’Ars, con sullo sfondo la spada di Damocle dell’inchiesta catanese che coinvolge Lombardo, che repentinamente ha intralciato i piani di quanti avevano scommesso su una prospettiva politica del rapporto tra Pd ed Mpa nell’ottica di uno scardinamento del centrodestra. Che nelle ultime ore, come più d’uno oggi a Cinisi ha notato, ha dato invece segnali di ricompattamento.


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