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Granata appoggia il presidente

"La svolta di Lombardo
gli ha creato nemici"


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Fabio Granata

Fabio Granata

Fabio Granata, politico dall'aura incorrotta e antimafiosa, accetta di chiacchierare a tutto campo con Livesicilia. Una conversazione frastagliata da pause al telefono, lungo una corsa in autostrada. Parole che vanno e vengono, concetti chiari. Nonostante le gallerie.

Onorevole Granata, che idea si è fatto della vicenda Lombardo?
"Le mie idee, dalla visuale giudiziaria, sono vaghe, come mi appare vago il quadro delle questioni e delle accuse, secondo quanto trapela. La stessa Procura di Catania ha parlato di fughe di notizie manipolate dalla politica. Sul piano politico, noto come molti ultragarantisti sperimentati in vicende poco commendevoli, come la presenza di pregiudicati nelle liste, ora pretenderebbero un'immediata condanna da parte mia e da coloro che considerano professionisti dell'antimafia, in senso spregiativo".

Tirando le somme?
"Raffaele Lombardo ha voluto in giunta magistrati come Massimo Russo, che proviene dalla lezione di Borsellino, e Caterina Chinnici, figlia di un simbolo della lotta alla mafia. Ha voluto Lucia Borsellino come dirigente del settore Sanità.  Il presidente ha una squadra di galantuomini intorno a sè. Ha ridotto la vergogna degli Ato, ha bloccato le speculazioni sui termovalorizzarori, ha voluto vederci chiaro nel settore delle autorizzazioni energetiche, soprattutto per l'eolico".

Quindi?
"Di conseguenza si è creato molti nemici".

Pensa che ci sia una trafelata corsa al riposizionamento, in vista di possibili novità?
"Lo scenario è confuso a ogni livello. Ribadisco che non tentennerei un attimo, salvando le premesse di cui sopra, ad avere lo stesso atteggiamento di rigore che ho mantenuto in altre situazioni, se nel confronto del presidente Lombardo arrivassero atti giudiziari precisi, con accuse circostanziate".

Il dopo-Lombardo?
"Il dopo-Lombardo, come dice lei, è a mio avviso una suggestione trasversale di alcuni ambiti della politica che hanno a cuore gli interessi messi in discussione da questo governo".

Lupo dice: il Pd mai in giunta.
"E' un loro problema. Vedo, però,  che alcuni importanti esponenti della sinistra siciliana, Mario Centorrino e Giuseppe Lumia, per esempio, sostengono il governo. Certo, non mi interessa verificare l'ortodossia dei suddetti rispetto  alla linea del Pd".

Lei ha il pallino della questione morale, riferiscono.
"Che non è affatto risolta e riguarda tutti. Dopo il terribile '92, il clima è cambiato, grazie al sacrificio di uomini coraggiosi e all'impegno di tanti. In Sicilia non c'è il clima irrespirabile di Calabria e Campania".

Un esperto onorevole anni fa preconizzava: Fabio Granata, un giorno, sarà presidente della Regione. Le piacerebbe?
"Sì, mi piacerebbe. Ma mi domando: la mia etica politica è in linea con i patti sociali che ogni governo siciliano, talvolta, deve mantenere?  La mia storia la conoscete. Mi sono impegnato per il territorio, per l'identità siciliana e per la legalità. E il mio ex partito mi ha scavato il vuoto intorno. La mia elezione a presidente, lo affermo col gusto del paradosso,  significherebbe la svolta, ma sul serio. Sarebbe il segno del vero cambiamento della Sicilia".



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