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La rivolta della Gancia preparò l'Unità d'Italia

Quell'anniversario dimenticato


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La chiesa della Gancia, oggi (S. Maria degli Angeli)

La chiesa della Gancia, oggi (S. Maria degli Angeli)



L’unità d’Italia che ci si appresta a festeggiare ebbe un prodromo tutto palermitano. Era il 4 aprile del 1860, esattamente 150 anni fa, quando un gruppo di patrioti mazziniani e liberali si barricarono alla chiesa della Gancia, chiamando alla rivolta contro i borboni. Le milizie borboniche per giorni non riuscirono ad avere la meglio sui rivoltosi, il cui gesto innestò una reazione a catena nella popolazione, che rappresentò la premessa per l’accoglienza dello
sbarco dei Mille di Giuseppe Garibaldi. Un fatto storico di importanza cruciale, spesso dimenticato, e del tutto trascurato dalle istituzioni regionali e cittadine in questi giorni del 150° anniversario.  Una pagina di storia di cui la città sembra aver perso la memoria, insomma,  di quei fatti, dei rintocchi delle campane che sancirono l’inizio della fine dell’era borbonica, e delle “tredici vittime” della prima repressione, ancora ricordate nella toponomastica, senza che in realtà molti palermitani sappiano chi mai siano stati. In tempi di retorica su autonomia, meridionalismo, amore e libertà, l’oblio distratto in cui le istituzioni hanno relegato un anniversario così significativo, è forse uno specchio dello smarrimento di una terra che ha perso per strada il peso del suo passato e fatica persino a immaginare il proprio futuro.


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