"Un passo indietro per difendersi" - Live Sicilia

“Un passo indietro per difendersi”

Enrico Colajanni (Libero Futuro) su Lombardo
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Enrico Colajanni

Enrico Colajanni

Non sono solo i partiti politici a interrogarsi sulle sorti del presidente Lombardo e della guida politica della Regione. Anche la società civile si domanda quale futuro aspetta l’Isola sempre più allo sbando, e immersa nella spirale delle inchieste per i rapporti tra politica e mafia. Livesicilia ha sentito Enrico Colajanni, presidente di Libero Futuro, associazione impegnata da sempre accanto ad Addiopizzo, nella lotta, anche culturale, al pizzo e alla mafia.

Colajanni, l’inchiesta a carico del presidente Lombardo ha fatto prepotentemente tornare d’ attualità il problema della permeabilità del potere politico siciliano rispetto a infiltrazioni criminali, di stampo mafioso soprattutto. Cosa accade, a suo modo di vedere, alla politica regionale, considerato che già il precedente Governatore era caduto proprio per l’accusa, poi confermata dalla Corte d’Appello, dopo la condanna di primo grado, di aver favorito la mafia?
“Accade che parte del mondo politico è pesantemente interessata da questo fenomeno, e noi sosteniamo da tempo l’esistenza di questo problema. Si sono verificati casi rimarchevoli di vario livello che hanno riguardato sia il centrodestra che il centrosinistra. Penso che serva innanzitutto una maggiore attenzione alla selezione della classe dirigente. La classe politica nel suo complesso, avendo il  maggior livello di responsabilità, è anche quella più esposta a questa permeabilità al crimine e alla mafia. Spesso vengono presentati candidati del tutto inaccoglibili, impresentabili. E questo accade, fatte le debite differenze, in entrambi gli schieramenti”

I casi di politici siciliani coinvolti in  inchieste giudiziarie per presunti rapporti con la criminalità organizzata sono molteplici, e non costituiscono certo una novità di questi ultimi anni. Tutto questo può alimentare un clima di sfiducia nei confronti delle istituzioni regionali?
“Assolutamente sì. Notiamo questo senso di sfiducia nei cittadini. Noi che ci occupiamo di racket conosciamo bene questo fenomeno. Quando un ordine professionale o un’associazione di categoria accolgono e mantengono, dando anche posizioni di grande rilievo, soggetti che già hanno vicende e problemi di questo tipo in corso, è naturale che poi si diffondano questi sentimenti di mancanza di fiducia e quindi di mancato impegno nella lotta al fenomeno del racket e del crimine organizzato in generale.”

L’inchiesta a carico del presidente Lombardo è ancora ad una fase iniziale e pare non ci sia stato per il momento nessun avviso di garanzia. Secondo lei, Lombardo dovrebbe ugualmente presentare le dimissioni?
“Non conosco le carte dell’indagine, quindi non vorrei entrare nel merito. In linea di massima, però, noi sosteniamo che persone con responsabilità pubbliche che hanno  problemi di questo tipo siano chiamate a fare un passo indietro, anche per difendersi meglio e tutelare l’immagine dell’istituzione rappresentata. Purtroppo quella delle dimissioni è una prassi ormai scomparsa sia a livello nazionale che locale. Nessuno ha messo in conto le dimissioni visto che si continuano a riempire le liste di soggetti che già hanno problemi con la giustizia. E poi vengono anche eletti.”

Livesicilia ha anche lanciato la proposta-provocazione di formare una giunta composta esclusivamente da magistrati, in grado di traghettare la Regione verso la fine della legislatura, garantendo almeno trasparenza e legalità all’azione di governo. Che ne pensa?
“Si tratta chiaramente di una boutade, di una provocazione. Penso comunque che sia completamente irrealizzabile. Nemmeno a furor di popolo.  Intanto perché la Sicilia gode di un’ampia autonomia e non sarebbe possibile un commissariamento di questo tipo, e poi perche non credo che i politici siciliani siano disposti ad abdicare. Sarebbe la resa della classe politica e dirigente, nei confronti della quale noi  siamo molto critici”.


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