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Intercettazioni. Il deputato dell'Ars non è coinvolto

"La campagna per Faraone?
Abbiamo trovato rigidità"

Lunedì 21 Dicembre 2009 - 11:42
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La famiglie mafiose di Resuttana e Arenella avrebbero sondato la possibilità di appoggiare alle elezioni regionali Davide Faraone, del Pd. Un sostegno che, però, non sarebbe andato a buon fine. C'erano infatti delle non meglio precisate "rigidità" e il problema per raccogliere i voti sembra essere legato proprio al partito di appartenenza di Faraone, che non risulta né indagato, né coinvolto in alcun modo nella vicenda.

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La famiglie mafiose di Resuttana e Arenella avrebbero sondato la possibilità di appoggiare alle elezioni regionali Davide Faraone, del Pd. Un sostegno che, però, non sarebbe andato a buon fine. C'erano infatti delle non meglio "rigidità" e il problema per raccogliere i voti sembra essere legato proprio al partito di appartenenza di Faraone, che non risulta né indagato, né coinvolto in alcun modo nella vicenda.

Il summit. Il 10 marzo 2008 i carabinieri registrano un incontro, a casa di Agostino Pizzuto (arrestato nell’operazione “Eos”), fra questi, Antonino Caruso, il nipote Rosario Arcoleo , Vincenzo Troia, suo figlio Antonino e Davide Faraone, candidato per il Partito Democratico.

Le intercettazioni. Il 4 aprile seguente Pizzuto e Caruso parlano in auto del probabile argomento trattato alla riunione.


Caruso dice: “Allora hanno chiesto qualche cortesia ... comunque non ti preoccupare che comunque rientrando politicamente ... e, e, e, ...qualche cosa si matura... non ti preoccupare che si matura qualche cosa ... non mollo neanche io , capito? No, ma già ne ho parlato con mio fratello Pino ... gli dici vai da Rosario ... glielo dici pure tu ‘oh Frati’ essendo lo zio che è più grande .. Rosà ... noi altri abbiamo fatto la campagna elettorale per Faraone ... abbiamo trovato rigidità ... ci dice, chiunque: ragazzi se c'è questo partito non ne voto....minchia dice: io pure... allora, andiamoci così, tu da un lato, io da un lato ed Agostino (Pizzuto, ndr) ci va da un altro lato.... infatti mio fratello ha preso tutti i Faraone... li strappò, davanti a Nino, davanti a Nino il picciriddu, anzi ti dico che mio fratello.... i volantini glieli ha dati Nino perché non ne aveva più dice, qua me li devo tenere io fino alla settimana prossima, non li posso posare, questi me li devo tenere”.

Caruso aggiunge: “Io sto aspettando ora le regionali. Faraone ci dice a Rosario: Rosario, non ce l'abbiamo fatta, mi è dispiaciuto, mi devo ricandidare al Comune e Rosario si deve cercare di nuovo il principale. Aspetta Rosario, non hai cosa andare a cercare il principale, ora il principale te lo cerchiamo noi, ora il principale siamo noi, se vuoi stare al gioco, altrimenti Rosario arrangiati, è giusto? Scegli la tua linea, io ho difficoltà per trovare voti per te. Allora siccome noi altri ti vogliamo bene, ti vogliamo portare avanti, c'è una certa cordata o tu ti metti in carreggiata altrimenti il candidato ce l'andiamo a cercare noi. Minchia mio fratello Pino lo sai cosa mi ha detto: ‘minchia vero, cosi dobbiamo fare’. Tra l'altro dobbiamo fare pure una cosa, che se è il caso alla circoscrizione Rosario parte col Comune e alla circoscrizione parte Filippo, l'hai capito chi ‘ Filippo, il figlio di Pinuccio Sileno".

Gli inquirenti scrivono che il dato significato – rispetto all’odierna operazione – è che Antonino Troia ha partecipato alla riunione del 10 marzo 2008 ed “era stato coinvolto nel progetto, non andato a buon fine, volto a realizzare un accordo per il sostegno elettorale del Faraone.
Ultima modifica: 21 Dicembre 2009 ore 18:40
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