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Il segretario Pd: "Non credo alla scissione"

Lupo e le gatte da pelare


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"Non credo ai fantasmi". Queste le prime parole di Peppino Lupo, neo eletto segretario regionale del maggiore partito all'opposizione. Serafico, rassicurante e rassicurato dal consenso plebiscitario, ha risposto così alla domanda sull'incombente fantasma della costituzione del gruppo Pd Sicilia all'Ars.

Se ne ritroverà, Lupo, di gatte da pelare. E non poche. A cominciare dalla paventata unità partitica sulla bocca di tutti, prima dell'inizio dei lavori, e dall'amaro in bocca che questa elezione, comunque, ha lasciato nei presenti. Vincitori e vinti.

Un'assemblea regionale, eletta appena qualche settimana fa con le primarie, che già dalla sua prima convocazione si è trovata a dover gestire una situazione complessa, con Giuseppe Lumia, candidato in corsa per la segreteria contro Lupo, che mezz'ora dopo l'apertura dei lavori è andato via dalla sala, seguito dai 57 delegati eletti nelle liste a sostegno della sua candidatura.

La motivazione data dal senatore antimafia è stata l'impossibilità di integrare i due progetti politici. Ma già da subito molti smaliziati del partito si sono detti pronti a scommettere che quella a cui avevano assistito fosse in realtà una scena concordata in precedenza. Il dato oggettivo resta, al di là delle beghe di partito, l'uscita di scena di Lumia e i suoi.

Quando l'assemblea si è ricomposta, a prendere la parola è stato Bernardo Mattarella, 3° classificato nella competizione delle primarie e alleato di Lupo al ballottaggio, che ha risollevato la polemica già sottolineata in campagna elettorale, inviando nuovamente un messaggio tutt'altro che implicito a Lumia: "Il nostro gruppo non fa inciuci né con Lombardo, né con Micciché".

Poi la parola a Lupo, che ha zittito l'aula per oltre mezz'ora col suo intervento, iniziato ringraziando "gli oltre 190 mila elettori che ci hanno dato fiducia e sono accorsi a votare alle primarie. Sono onorato - ha aggiunto - di essere stato il più votato". E ancora, un pensiero sugli screzi interni al partito e uno sguardo rivolto al di là dell'orizzonte dei democratici: "Non possiamo essere - ha detto - il partito che sostituisce un pezzo di maggioranza e tiene in piedi il governo regionale. Cuffaro e Lombardo sono due facce della stessa medaglia. I nemici - ha continuato Lupo - sono all'esterno, non dentro il partito. Rispetto a loro dobbiamo essere radicalmente alternativi". Quindi il voto.

A votare, sono stati i 123 delegati rimasti, tolti i 57 vicini a Lumia che hanno abbandonato la sala.122 preferenze sono andate a Peppino Lupo, una a Lumia. "Continueremo a lavorare per l'unità e la chiarezza" ha detto il neo eletto segretario. Poi l'ultimo messaggio: "Ringrazio Antonello Cracolici per il lavoro che ha fatto all'Ars e gli chiedo di mettere il suo mandato a disposizione del partito". I fantasmi, a volte ritornano. Anche tra i democratici ci si avvia alla scissione interna?


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