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Biblioteche nel web
La democrazia su Internet


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È on-line il Sistema Bibliotecario Provinciale etneo. Strumento divino, culla della memoria, “gioioteca” sempre più democratica grazie a internet, sofisticato laboratorio genetico, mezzo per andare alla ricerca del senso del mondo. Queste le veloci e sintetiche definizioni di “biblioteca” secondo il soprintendente di Catania Gesualdo Campo, il direttore del Teatro Stabile Giuseppe Dipasquale, il giornalista ed esperto di web Turi Caggegi, l’educatore penitenziario Roberto Putzu e la scrittrice Maria Attanasio. Con loro, oggi alle Ciminiere, erano lo scrittore Domenico Seminerio, gli attori Pino Micol e Mariella Lo Giudice, il progettista Renato Meli.

Nove voci – e pensieri, esperienze, percorsi di vita – che hanno animato il dibattito e reading letterario “Il mio libro del cuore” costruito intorno a “Le biblioteche nell’era del web”, manifestazione promossa dalla Soprintendenza di Catania per presentare il Sistema Bibliotecario Provinciale. Da oggi le “biblioteche on line” sono finalmente una realtà a Catania e provincia grazie all’impegno della Soprintendenza che è riuscita a finanziare, grazie ai fondi di Agenda 2000, un progetto che è ormai una pietra miliare nella storia delle biblioteche etnee: da ieri 85 di loro sparse fra 50 comuni sono entrate in un portale da consultare comodamente da casa o da qualunque postazione internet. Dopo essersi registrati, infatti, si possono consultare i titoli di oltre 1 milione e 300 mila volumi. I titoli, sottolineiamo, non i documenti digitalizzati come proponeva la recente Europeana, la megabiblioteca europea che ha dovuto chiudere temporaneamente i battenti (dando appuntamento a metà dicembre) perché il sistema ha subito un collasso per i troppi contatti (circa 10 milioni in poche ore). Sul sito del SBP di Catania (www.sbp.ct.it) sono già consultabili (per essere prenotati e ritirati in biblioteca) centinaia di migliaia di titoli e una buona parte delle schede catalografiche già inserite nel sistema dai bibliotecari che, dopo essere stati formati, si sono dedicati a questa storica operazione. Che è in continuo divenire per molte ragioni: il sistema è aperto all’ingresso di nuove biblioteche (prenotati il Teatro Stabile e l’Archivio di Stato) e poi si pone l’obiettivo del prestito interbibliotecario (attraverso una convenzione fra enti per la quale gli assessori alla cultura di Provincia e Comune, Nello Catalano e Fabio Fatuzzo presenti all’inaugurazione di stamani, hanno dato la loro più ampia disponibilità. E poi perché davvero, nel futuro del SBP di Catania – e di chi ha lavorato a questo primo step - c’è il “miraggio” di un patrimonio librario digitalizzato che sul serio superi il tempo e lo spazio. Protagonisti indiretti della manifestazione, insieme ai bibliotecari e ai funzionari della Soprintendenza, gli studenti di quattro licei (Archimede di Acireale, Capizzi e Spedalieri di Bronte, Boggio Lera di Acireale) e dello stesso Ipm di Acireale (l’Istituto Penale Minorile). Le loro letture, i loro autori preferiti - segnalati al termine di un sondaggio dai professori - sono stati il canovaccio attorno al quale è stata tessuta la tela di un vivace dibattito intellettuale e umanistico e di un seguitissimo reading letterario condotto dal giornalista Giuseppe Lazzaro Danzuso. Di scena Gomorra e Il giorno della civetta –  i più amati, Saviano e Sciascia, dai giovani etnei – ma anche l’Ombra del vento di Zafon, la Conversazione in Sicilia di Vittorini, il Libraio di Selinunte di Vecchioni e La musica in Testa di Giovanni Allevi. Applausi appassionati per Micol e la Lo Giudice: le loro letture precedute sempre da uno “shhhh!” degli stessi ragazzi, ansiosi di ascoltarli per… ascoltarsi. Toccante la testimonianza di Putzu: “Uno dei nostri ragazzi, malato d’anoressia, s’è quasi cibato di libri: rinunciava al cibo ma non alla lettura”. Micol critica le biografie di calciatori come Cassano e Totti (“meglio vivere della propria fantasia!”), Seminerio e Attanasio contestano certi romanzi “preconfezionati” dall’editor (“ma non è il caso della nostra Sellerio”). Campo conclude: “Questo Sbp è comunque una conquista della democrazia: abbiamo trasformato in documento un monumento per renderlo fruibile a chiunque ovunque si trovi”.


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