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Sostituzione della Finocchiaro,
a Mattarella il seggio libero


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Dalla finestra, come la volta scorsa. Bernardo Mattarella torna all’Assemblea regionale come primo dei non eletti del Partito democratico, occupando il seggio lasciato libero a Palazzo dei Normanni da Anna Finocchiaro, che ha optato per il Senato: la decisione è stata assunta questa sera dall’Ars, dopo che in commissione Verifica poteri la proposta era passata a maggioranza con il solo voto contrario di Giuseppe Arena (Mpa). In aula, invece, il subentro di Mattarella è passato con 49 voti favorevoli, 20 contrari e due astenuti: a schierarsi contro la decisione – in una seduta che fra l’altro ha visto il rinvio in commissione del ddl di riordino dei dipartimenti regionali – tutto il gruppo del Mpa, che ha dichiarato le proprie intenzioni durante la seduta, ma anche almeno quattro deputati di altri partiti.
Mattarella, avvocato palermitano di 49 anni, subentra così a legislatura in corso, come era già successo l’anno scorso, quando l’allora esponente della Margherita arrivò in Parlamento regionale per effetto della morte di Riccardo Piccione. L’esponente del Pd - figlio di Piersanti, il presidente della Regione ucciso dalla mafia, e nipote dell’ex ministro Sergio - giurerà nella seduta di domani.

La proposta della commissione Verifica poteri aveva suscitato numerose polemiche. Ad ambire al posto di Anna Finocchiaro, arrivata all’Ars in quanto primo dei candidati presidenti della Regione non eletti, erano infatti anche Rita Borsellino, che occupava il secondo posto nel “listino” del centrosinistra, e Sonia Alfano, finita terza nella corsa per l’incarico di governatore. Contro la posizione della commissione il comitato “Un’altra storia”, che proprio a Rita Borsellino fa capo, aveva lanciato una raccolta di firme, che ha ottenuto il sostegno, fra gli altri, di Pippo Baudo, Andrea Camilleri, Vincenzo Consolo, Nando Dalla Chiesa, Catena Fiorello, Carla Fracci, Leo Gullotta, Simona Mafai, Mariangela Melato, padre Gianni Notari, Roy Paci e Sergio Zavoli. L’aula, adesso, in qualche modo mette fine alle polemiche. Ma apre la porta – come ha osservato l’autonomista Arena – ai ricorsi degli esclusi.


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