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Decisioni Ue

La Sicilia dice addio
al Politecnico del Mediterraneo


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Appena un anno fa veniva presentato in pompa magna, a Palazzo d'Orléans, sede della Presidenza della Regione siciliana. Oggi, il Politecnico del Mediterraneo, un progetto da 50 milioni di euro, cambia strada. Abbandona la Sicilia e approda in Slovenia.

Con una decisione presa in sordina e formalizzata soltanto nei giorni scorsi, l'Unione europea ha infatti tolto all'Isola la realizzazione del centro universitario di alta specializzazione che avrebbe dovuto rilanciare la Sicilia nel cuore del Mediterraneo. Il Politecnico del Mediterraneo è una sorta di ateneo internazionale. In Sicilia avrebbe dovuto sfruttare le strutture delle quattro università presenti (Palermo, Catania, Messina ed Enna). Tra gli obiettivi anche quello di stabilire rapporti di collaborazione con il settore produttivo per agevolare l'ingresso del mondo del lavoro dei suoi laureati. Progettato nel 2003 il Politecnico avrebbe dovuto ospitare, in una prima fase, 2.500 studenti provenienti dall'Italia e dal bacino del Mediterraneo. L'avvio delle attività didattiche e di ricerca era prevista proprio per l'anno accademico 2008/2009. I corsi di laurea specialistici, dottorati e master, dedicati al Politecnico riguardano Ingegneria, Architettura, Scienze agrarie, Biologiche, della Terra, del Turismo, le materie socio-economiche-giuridiche, le biotecnologie, le relazioni internazionali e le tecniche dell'informazione.
Adesso la virata dell'Ue e la decisione della Regione di dare battaglia. "Su questo argomento - dice il capogruppo dell'Mpa Lino Leanza, che all'epoca dell'avvio del progetto era assessore alla Pubblica istruzione - abbiamo investito e continueremo ugualmente a lavorare. Certo, se la decisione dell'Ue dovesse eessere confermata, perderemmo l'unicità del progetto. Ma non possiamo permetterci di perdere un ponte culturale sul Mediterraneo come quello che stavamo realizzando. Facciamo appello al governo e a tutte le forze politiche per sostenere questa battaglia".



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