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Nel Catanese

Riposto, estorsori traditi
dalla propria saliva


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Catania, estorsione, giarre, rapina, Cronaca
Attirati dall’ingente giro d’affari di un imprenditore edile, avevano pensato di trarne profitto: così – secondo i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Giarre, a venti chilometri da Catania - hanno instaurato una vera e propria campagna intimidatoria, passando dai danneggiamenti alla sua Bmw 530 alle minacce di morte, invitandolo infine a cercarsi il fatidico "amico" per "sistemare la sua situazione". Alla fine, però, sono stati traditi dagli sputi lasciati sull’autovettura della vittima quali avvertimento.

Con l’accusa di tentata estorsione aggravata continuata e danneggiamento aggravato e continuato in concorso, contestata dalla procura della Repubblica di Catania, sono stati arrestati, nel tardo pomeriggio di ieri, in territorio di Riposto/Mascali, Domenico Randazzo (nella foto in apertura), 60 anni, imprenditore edile di Giarre e il figlio Antonino, 34 anni, geometra e collaboratore del padre.
I due – secondo l’accusa - avrebbero avviato una "campagna d’intimidazione", durante la quale, a poche settimane di distanza dai primi episodi, per convincere il malcapitato a sottomettersi alla richiesta estorsiva, inizialmente quantificata in 30.000 euro, l’imprenditore edile era stato rapinato, sotto la sede dei suoi uffici, a Riposto, comune a venti chilometri circa da Catania, di 500 euro e del suo telefonino. Gli episodi si sono susseguiti con accertata continuità fino al luglio scorso.
L’attività investigativa, condotta con il coordinamento della Procura di Catania, grazie anche alla fondamentale collaborazione del R.I.S. di Messina, ha permesso di chiudere pazientemente il cerchio attorno ai due arrestati ieri. In particolare in uno degli episodi di danneggiamento accertati, i due sono stati riconosciuti nelle immagini video dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona dei fatti. Ma la circostanza, probabilmente decisiva, sono state alcune tracce organiche lasciate da uno dei due (la saliva degli sputi ripetutamente lasciati sull’autovettura, quale sprezzante avvertimento alla vittima) opportunamente repertate, sono state confrontate con alcuni campioni prelevati agli indagati e risultati corrispondenti tra loro.


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